Sospiro di sollievo per i balneari di Chiavari, il Tar Liguria sospende l’ordine di sgombero

Con una serie di decreti cautelari emessi oggi, il TAR Liguria ha accolto i ricorsi presentati da alcuni concessionari contro il Comune di Chiavari, sospendendo l’ordine di sgombero delle aree demaniali marittime precedentemente in concessione agli stessi che risultavano sconfitti a seguito delle recenti procedure selettive indette dal comune ligure.

Accoglimento del Ricorso e Sospensione dell’Ordine di Sgombero

Le richieste di misure cautelari presentate chiedevano l’annullamento di diverse deliberazioni e determinazioni dirigenziali del Comune di Chiavari legate alla gestione delle concessioni demaniali. Di particolare rilievo è stata la sospensione dell’ordine di sgombero emesso dal Comune con la nota del 13 gennaio 2025, che imponeva alla società di liberare l’area entro 15 giorni e ripristinare lo stato dei luoghi. Questa sospensione cautelare permette quindi agli appellanti di mantenere il possesso dell’area fino a una decisione definitiva sulla controversia.

L’ordinanza inoltre si inserisce nel contesto di una serie di recenti decisioni prese dal TAR Liguria, che hanno già esaminato la questione delle concessioni demaniali marittime, ribadendo che tali concessioni devono considerarsi terminate al 31 dicembre 2024, disapplicando di fatto la scadenza fino al 2027 prevista dal decreto legge n. 131/2024.

Le precisazioni del Comune di Chiavari

“Prendiamo atto dei decreti presidenziali emessi dal Tar Liguria in data odierna che sospendono l’esecuzione degli ordini di sgombero notificati agli stabilimenti balneari che hanno perso la gara di aggiudicazione delle aree demaniali, dichiara il sindaco, Federico Messuti. La sospensione è limitata ai giorni 11 e 21 febbraio, data in cui sono state fissate le udienze che permetteranno la discussione in contraddittorio tra tutte le parti coinvolte, per valutare le richieste di sospensiva avanzate dagli stabilimenti Bagni Ste, Bagni Gabbiano, Bagni Comunali e Bagni Oasi.

Ribadiamo che il mancato adempimento agli ordini di sgombero potrebbe comportare conseguenze penali per i titolari delle concessioni scadute. I provvedimenti odierni del TAR evitano, tuttavia, ulteriori ripercussioni fino alla data delle udienze. Inoltre, gli altri ricorsi presentati sempre al TAR contro le delibere di proroga delle concessioni, assunte dal comune per un solo anno, sono stati dichiarati improcedibili, e quindi confermano la validità delle decisioni adottate dalla nostra amministrazione. Siamo consapevoli delle complessità legate all’applicazione della direttiva Bolkestein, che comporta margini di incertezza e contenziosi. La nostra amministrazione  continuerà  a lavorare nel pieno rispetto delle normative e degli interessi collettivi”.

Regione Marche approva modifica al Piano di gestione integrata delle zone costiere

Saranno modificati alcuni criteri contenuti nel Piano di gestione integrata delle zone costiere per il rilascio di nuove aree di concessione. Lo ha stabilito la Giunta regionale nel corso dell’ultima seduta.

“Si tratta – spiega l’assessore regionale alla Difesa della costa, Stefano Aguzzi – di modifiche non sostanziali dei criteri a cui devono attenersi i singoli Comuni nel momento in cui devono andare a redigere i Piani di gestione delle spiagge”. 

Nel 2019 la Regione ha approvato il Piano integrato di gestione della zona costiera (GIZC). “In esso – continua Aguzzi – sono stati introdotti criteri che, per le nuove concessioni, obbligava a spezzare le spiagge in piccoli lotti. In particolare, si era stabilito che vi potessero essere concessioni non più estese di 100 metri fronte mare, considerato quest’ultimo come limite massimo. Attualmente, anche in vista della Bolkestein, in fase di ridefinizione dei Piani spiaggia, questi criteri avrebbero potuto creare difficoltà nella riorganizzazione di tutti i lotti, specialmente con le concessioni più grandi, poiché ad oggi esistono concessioni che si sviluppano in larghezze più estese. Pertanto si è deciso di modificare il Piano GIZC prevedendo una ampiezza di ciascuna concessione non inferiore a 20 metri e fino a 200 metri”.

Queste modifiche, come evidenziato, non vengono ritenute sostanziali in quanto non condizionano la struttura del Piano GIZC ma si propongono quali miglioramenti in termini di attuazione normativa, permettendo il recepimento di osservazioni promosse dai portatori di interesse pubblico e garantendo una continuità con le precedenti suddivisioni concessorie.

“Così facendo – dichiara Aguzzi – si è inteso non andare a smantellare questa organizzazione spontanea, attraverso cui era stata si era delineata la gestione storica della spiaggia, che il mercato regge e riconosce, prevedendo dei massimi più larghi. Poi saranno i Comuni che andranno a ritagliare i singoli lotti, assumendosene la responsabilità, senza che però questo vincolo regionale metta in discussione l’organizzazione storica del territorio”.

“Da un lato dunque la modifica della distanza tra le concessioni – riprende l’assessore – dall’altro il limite entro cui va salvaguardato l’accesso pubblico al mare – Questa è la seconda modifica e, in questo caso, dove il Piano GIZC del 2019 pone questo limite ogni 200 metri è stato ora inserito il limite massimo di 400 metri”.

“Tutto questo – conclude Aguzzi – in vista della scadenza sulle concessioni balneari che è prevista per il 2027”.