
Sospesa la “gara-ponte” per le concessioni balneari di Roma Capitale
Il TAR del Lazio ha accolto la richiesta cautelare della società SG Mare s.r.l.s., sospendendo gli atti con cui Roma Capitale aveva indetto una procedura per l’assegnazione di 31 concessioni demaniali marittime per finalità turistiche e ricreative.
Motivazioni della sospensione
Il tribunale ha ritenuto che la procedura, soprannominata “gara-ponte”, non rispetti il nuovo quadro normativo introdotto dalla legge n. 118/2022, così come modificata nel 2024. In particolare:
- La durata delle concessioni (un anno rinnovabile fino a un massimo di tre) è inferiore alla soglia minima di cinque anni stabilita dalla normativa.
- È stata introdotta una “royalty” aggiuntiva sul fatturato, non prevista dalla legge nazionale.
- L’intera procedura appare disancorata dai criteri di trasparenza, parità di trattamento e libertà di stabilimento richiesti dall’UE e dalla normativa italiana.
Conseguenze della decisione
La sospensione degli atti impugnati blocca temporaneamente l’assegnazione delle concessioni, con il TAR che ha fissato l’udienza di merito per il 14 ottobre 2025. Nel frattempo, resta da capire se Roma Capitale modificherà il bando per conformarlo ai nuovi requisiti legislativi.
Edoardo Moscara, presidente provinciale di Roma di Sib Confcommercio, tra gli imprenditori che hanno presentato il ricorso, ha dichiarato: “Viviamo in una condizione di precarietà da anni, con continue proroghe, e come balneari non possiamo più andare avanti così. Siamo favorevoli ai bandi e li vogliamo, ma desideriamo che vengano realizzati come previsto dalla legge – con una durata da 5 a 20 anni – accompagnati da un piano economico solido, che garantisca un utilizzo migliore delle spiagge sia per gli utenti che per i concessionari stessi”.