Balneari: Salvini annuncia il decreto sugli indennizzi entro marzo

Si è svolto a Roma, presso la sede di Confcommercio Imprese per l’Italia, l’appuntamento con gli Stati Generali del Turismo Balneare, un evento che ha visto la partecipazione di esponenti del Governo, sindacati e rappresentanti regionali. Al centro del dibattito, la necessità di riformare il settore delle concessioni demaniali marittime e garantire un quadro normativo stabile per gli imprenditori del comparto.

Salvini: “Il decreto sugli indennizzi ci sarà entro il 31 marzo”

Durante il suo intervento, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato che il Governo è pronto a varare un decreto attuativo per regolamentare gli indennizzi ai balneari. “Il decreto ci sarà entro il 31 marzo, è un impegno che ci eravamo presi e ci sarà”, ha affermato il ministro.

Salvini ha inoltre sottolineato l’importanza di chiudere la questione nei tempi previsti: “È importante in questi giorni trovare un punto di caduta perché in questi 20 giorni voglio chiudere”. Il ministro ha poi chiarito che tra i principi cardine della bozza su cui il Governo sta lavorando ci sarà il riconoscimento del valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati.

Riguardo ai rapporti con l’Unione Europea, Salvini ha aggiunto: “Ho avuto uno scambio epistolare ricco con la Commissione europea che mi dice come dovrei scrivere il decreto. Con estrema educazione e sobrietà ho fatto rispondere che ‘grazie, il decreto ce lo scriviamo noi perché siamo un Paese sovrano'” (Agenzia Dire). “La prossima settimana inviterò tutte le associazioni perchè abbiamo già la bozza pronta e stiamo attendendo i riscontri del Mef, abbiamo tre settimane di tempo per ragionarci assieme”.

Capacchione (SIB): “Un errore storico distruggere il turismo balneare”

Sulla questione è intervenuto anche Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari (SIB) Confcommercio, ribadendo il ruolo centrale del comparto nell’economia italiana: “Distruggere o terremotare il turismo balneare con una errata applicazione del diritto europeo non solo non è giusto, ma sarebbe un grave errore storico”.

Secondo Capacchione, il settore balneare rappresenta uno degli asset strategici dell’economia nazionale, con 175 milioni di presenze turistiche, pari al 39,2% del totale. “Un settore che in questo momento storico, con la crisi internazionale e la guerra commerciale in corso, può fornire un importante contributo per la tenuta economica del Paese”, ha evidenziato.

Il presidente del SIB ha inoltre ricordato come la questione delle concessioni demaniali sia diventata centrale nel dibattito politico e istituzionale: “La nostra categoria è da tempo al centro del dibattito pubblico del Paese che ha dato luogo a un confronto serrato fra l’Italia e la Commissione europea, tanto che la questione balneare è identificata, oggi, con il nome di una direttiva europea: la Bolkestein”.

Sottolineando la necessità di una riforma definitiva, Capacchione ha ricordato che negli ultimi anni ben otto governi in quattro legislature hanno prorogato le concessioni demaniali esistenti senza mai attuare una riforma strutturale.

Scajola: “Le Regioni devono avere un ruolo chiave nel confronto con l’Europa”

Presente agli Stati Generali del Turismo Balneare anche Marco Scajola, assessore al Demanio Marittimo della Regione Liguria e coordinatore del tavolo sul demanio della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

Scajola, intervenendo nel panel “La costa: un patrimonio economico, sociale e ambientale”, ha sottolineato il ruolo chiave che le Regioni devono svolgere nel confronto con il Governo e l’Unione Europea: “Le Regioni rappresentano al meglio i territori, hanno un contatto diretto con i Comuni e con il mondo delle imprese. Per questa ragione dobbiamo e vogliamo svolgere un ruolo propositivo in questa fase partendo dal tema fondamentale degli indennizzi”.

L’assessore ligure ha poi ribadito la necessità di chiarezza normativa e stabilità per tutto il settore: “Siamo pronti ad affiancare il Governo nel confronto con l’Europa con l’obiettivo di portare chiarezza, stabilità e garanzie per un intero comparto fondamentale per l’economia nazionale del turismo che coinvolge circa 1 milione di lavoratori”.

Infine, Scajola ha ringraziato il presidente nazionale del SIB Antonio Capacchione e il suo vice Enrico Schiappapietra per l’importante occasione di confronto nazionale.

Verso una riforma attesa da anni

Gli Stati Generali del Turismo Balneare hanno evidenziato ancora una volta la necessità di una riforma chiara e definitiva che metta fine all’incertezza normativa che da oltre 17 anni penalizza il settore. Con il decreto annunciato da Salvini entro fine marzo, il Governo punta a garantire indennizzi e certezze agli operatori balneari, ma resta il nodo delle concessioni e della loro gestione da parte dei Comuni.

Sindacati e Regioni chiedono un coinvolgimento attivo e criteri chiari per evitare che la direttiva Bolkestein si trasformi in un colpo letale per un settore strategico per il turismo italiano.

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Balneari, Tripodi (FI): “Il Lazio anticipa dibattito sulle concessioni con regole chiare per i bandi”

La proposta di Legge “Norme destinate agli enti locali in materia di disciplina dei criteri e dei requisiti per la redazione dei bandi finalizzati all’affidamento di concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative e/o sportive della Regione Lazio, depositata in Consiglio regionale del Lazio dal presidente della commissione Lavoro, Orlando Angelo Tripodi (Forza Italia), anticipa il dibattito nazionale, ha voluto, infatti, affrontare il problema delle concessioni in maniera strutturata, cercando di dare certezze normative agli enti locali , evitando il rischio di contenziosi e garantendo una transizione ordinata verso il nuovo sistema.

Oggi il Ministro Matteo Salvini si è espresso sul tema dichiarando che le gare per le concessioni balneari, per giunta senza
indennizzi agli uscenti, non sono più una priorità per l’Europa, “perché a Bruxelles qualcuno non ha capito il cambio di paradigma che di ora in ora muta”. “In un momento in cui il futuro delle concessioni balneari è al centro di un acceso dibattito politico e giuridico – spiega Tripodi – questa iniziativa legislativa rappresenta un tentativo concreto di trovare un equilibrio tra le esigenze di concorrenza e la necessità di salvaguardare chi ha investito e lavorato in questo settore per anni. L’idea è quella di fornire ai Comuni linee guida chiare e criteri uniformi per la gestione delle gare di assegnazione, garantendo da un lato la
concorrenza e la trasparenza, e dall’altro una tutela per gli attuali concessionari, che negli anni hanno investito nelle proprie attività e che oggi si trovano in una situazione di incertezza”. Il testo prevede che le concessioni vengano affidate attraverso procedure selettive pubbliche, ma introduce anche una serie di garanzie per chi già opera nel settore, cercando un equilibrio tra il rispetto delle regole europee e la necessità di non penalizzare chi ha costruito un’attività nel tempo.

Un aspetto fondamentale della legge è proprio il riconoscimento del valore economico e imprenditoriale delle imprese esistenti, prevedendo meccanismi per evitare che gli attuali gestori vengano estromessi senza un adeguato riconoscimento. Tutela dei concessionari uscenti uno dei punti più rilevanti della proposta è proprio l’introduzione di un indennizzo per i concessionari uscenti. Questo significa che, nel caso in cui un nuovo operatore vinca la gara, dovrà compensare economicamente il gestore
uscente, con aequo indennizzo. Non solo: il testo prevede anche la valorizzazione dell’esperienza gestionale acquisita dagli attuali concessionari, un criterio che potrà essere tenuto in considerazione nelle nuove assegnazioni. Questo significa che chi ha già dimostrato di saper gestire una concessione in maniera efficiente e sostenibile non verrà automaticamente escluso dai nuovi bandi, ma anzi avrà un elemento di vantaggio rispetto a chi si affaccia per la prima volta al settore. Grande attenzione viene poi riservata ai lavoratori impiegati nelle attuali concessioni. La proposta introduce infatti clausole sociali che impongono al nuovo concessionario di garantire la continuità occupazionale del personale già impiegato, tutelando così le famiglie che da anni vivono