Il video (prima parte) “Spigolature dopo l’adunanza plenaria e la sorte delle concessioni balneari turistiche“

Video (prima parte) del convegno tecnico dedicato alle concessioni balneari. 

L’evento si è tenuto lunedì 29 novembre nella Sala delle Lauree del Polo Silvio Spaventa a Teramo. Considerata la situazione che si è venuta a creare dopo la sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato siamo certi che le trattazioni giuridiche contenute potranno essere di spunto per futuri sviluppi.

Questo l’elenco degli interventi: Saluti: Dino Mastrocola (magnifico rettore dell’Università di Teramo), Paolo Marchetti (preside facoltà di giurisprudenza dell’Università di Teramo), Elisabetta G. Rosafio (coordinatore master di secondo livello in diritto ed economia del mare all’Università di Teramo), Emanuela Arezzo (presidente corso di laurea Desi), Enzo Di Salvatore (coordinatore master di secondo livello in diritto dell’energia e dell’ambiente all’Università di Teramo), Gianguido D’Alberto (sindaco di Teramo), Antonio Lessiani (presidente dell’Ordine degli avvocati di Teramo), Riccardo Padovano (presidente Confcommercio Pescara). Interventi: Tommaso Capitanio (consigliere Tar Marche), Enrico Di Giuseppantonio (vicepresidente del consiglio nazionale di Anci). Introduzione: “Il contenuto della decisione”, di Diego De Carolis (docente alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Teramo). Relazioni: “Profili costituzionali”, di Alfonso Celotto (docente al dipartimento di giurisprudenza dell’Università Roma Tre); “Profili sostanziali e processuali), di Francesco Volpe (docente alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova); “Profili applicativi”, di Paolo Passoni (presidente Tar Abruzzo, sezione di Pescara); “Profili di responsabilità”, di Massimo Perin (viceprocuratore generale della Corte dei Conti); “Le grida dei concessionari”, di Antonio Capacchione (avvocato e presidente nazionale Sib-Confcommercio). Conclusioni: Giampiero Di Plinio (Università di Chieti).

Concessioni balneari: sì all’obbligo di motivazione negativa alla permanenza dell’opera

Una legge regionale non può disporre il mantenimento per l’intero anno delle strutture precarie e amovibili interessanti aree paesaggisticamente vincolate (per gli stabilimenti balneari), in deroga alle norme che subordinano ad autorizzazione paesaggistica ogni intervento su immobili o aree di interesse paesaggistico. Il mantenimento delle opere al termine della stagione estiva si pone quale eccezione alla regola della stagionalità dei manufatti, ma ciò non può tradursi in una dequotazione dell’obbligo di motivazione del parere negativo espresso dalla Soprintendenza. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 6 dicembre 2021, n. 8083.