Concessioni, mercoledì associazioni in audizione alla camera

Sul decreto del governo dedicato alle concessioni demaniali si apre il dibattito tra politica e associazioni.

Sul decreto del governo riguardante le concessioni demaniali marittime si apre un ampio dibattito tra politica e associazioni di categoria con particolare riguardo al calcolo degli indennizzi. Le principali associazioni degli imprenditori balneari saranno ascoltate mercoledì alle ore 15 in audizione presso la Camera dei Deputati. Durante l’incontro, i rappresentanti del settore esprimeranno il loro parere sul cosiddetto decreto Infrazioni, che ha definito le modalità per le gare di riassegnazione delle concessioni, con scadenza fissata entro il 30 settembre 2027.

Le commissioni riunite delle Finanze e della Giustizia riceveranno i rappresentanti di diverse associazioni, tra cui:

  • Sib-Confcommercio
  • Cna Balneari
  • Assobalneari-Confindustria
  • Federbalneari
  • Federterziario Balneari

Saranno inoltre presenti Assomarinas, per i porti turistici, e Faita-Federcamping, in rappresentanza dei campeggi. Le audizioni saranno trasmesse in diretta sulla web TV della Camera.

UIL FVG: “La regione chiarisca al più presto la sua posizione sui bandi”

“La Regione chiarisca velocemente la situazione sulle gare per le concessioni balneari che, per effetto di una norma regionale, in Friuli Venezia Giulia sono già partite e che devono svolgersi entro il 2024, mentre il governo nazionale ha appena fatto slittare le gare entro la metà del 2027”. Lo chiede il segretario generale UIL del Friuli Venezia Giulia, Matteo Zorn, dopo che sembra riaprirsi una vicenda che in regione sembrava definita.

“Per anni l’Italia ha fatto il gioco delle tre carte sull’obbligo di mettere a gara le concessioni balneari, come previsto dalla direttiva europea Bolkestein, afferma Zorn. Per tutto questo tempo l’Italia ha pagato, con i soldi di tutti, sanzioni per violazione della concorrenza e del libero mercato, mentre chiedeva ai balneari, quasi una corporazione, dei canoni ridicolmente bassi. Dall’altra parte i concessionari realizzano enormi profitti, grazie a ‘prezzi dell’ombrellone’ assurdi a fronte di investimenti quasi sempre solo vantati, poiché diluiti in decenni di ‘privilegi di esclusiva’ sulle spiagge, ma anche spesso grazie allo sfruttamento della forza lavoro. E’ una questione culturale che il turismo debba tendere verso il ‘buon lavoro’ anche se stagionale; purtroppo spesso scivola verso la precarietà malsana, il sommerso, fatti di ore non dichiarate né retribuite, o lavoro in nero”

Da parte sua, inclza il segretario UIL, “il Friuli Venezia Giulia si è mosso autonomamente e ha ordinato ai Comuni di mettere a gara le concessioni, con le dovute tutele per i concessionari uscenti. Ora, non vorremmo che la Regione si rimangiasse quella ‘certezza’ che ha saputo ritagliare alle proprie imprese e lavoratori, ributtandoli nel gioco di una norma nazionale ‘furba’, per non dire ‘maliziosa’. Fissando il termine a metà 2027, infatti, la norma nazionale è evidentemente tarata per fare nuovamente saltare le gare – conclude Zorn –: la scadenza cadrà in un periodo in cui o l’attuale maggioranza di governo sarà in campagna elettorale, o vi sarà già un altro governo”.