Concessioni balneari in Sicilia: Incertezze e criticità delle nuove regole

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Photo by Chloe Frost-Smith

Il governo regionale ha approvato le nuove regole per il rilascio delle concessioni demaniali marittime a scopo turistico-ricreativo e sportivo. Grazie a questo provvedimento, i Comuni costieri potranno avviare i bandi per l’assegnazione delle aree libere già a partire dalla prossima estate.

Il decreto stabilisce le modalità di affidamento delle nuove concessioni. I Comuni che hanno già adottato i Piani di utilizzo del demanio marittimo (Pudm) potranno rilasciare concessioni con una durata compresa tra 5 e 20 anni. Invece, gli enti locali che hanno approvato il Pudm in consiglio comunale, ma sono ancora in attesa della sua approvazione definitiva, potranno concedere autorizzazioni temporanee della durata di 6 anni.

Tra i criteri stabiliti dalle linee guida, viene introdotto un sistema di premialità per le micro, piccole e medie imprese. Inoltre, per evitare eccessive concentrazioni, si stabilisce un limite massimo di concessioni che ogni soggetto può detenere: fino a due nello stesso Comune, tre nella stessa provincia e cinque in tutta la regione.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha sottolineato come questa misura porti ordine in un settore fondamentale per l’economia locale, garantendo regole chiare, tempi certi e trasparenza nelle procedure. L’obiettivo è favorire nuovi investimenti e migliorare la qualità delle strutture turistico-ricreative, senza trascurare la tutela delle coste.

L’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, ha ricordato che, mentre le concessioni esistenti sono prorogate fino al 2027 dal governo nazionale e rappresentano solo il 17% delle aree disponibili, le nuove linee guida permettono ai Comuni di assegnare ulteriori concessioni nel rispetto delle normative nazionali e regionali. Il provvedimento definisce le procedure di assegnazione, gli interventi ammessi e i criteri di valutazione delle domande, promuovendo uno sviluppo sostenibile e valorizzando le peculiarità culturali ed enogastronomiche dei territori.

Sulla questione intervien il presidente dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana, Antonio Firullo

1️⃣ Chi gestisce il Demanio Marittimo?
L’articolo 3 della Legge Regionale n. 32 stabilisce chiaramente che le STA sono responsabili della gestione del Demanio e del rilascio delle concessioni. Esiste forse una nuova legge che trasferisce questa competenza ai Comuni costieri?

2️⃣ L’applicazione della Direttiva Europea è coerente?
L’Assessore regionale ha dichiarato che il nuovo regolamento è stato possibile “perché non c’è scarsità della risorsa”. Ma allora, perché è stata applicata la Direttiva Europea Bolkestein, che impone la selezione tramite bando pubblico solo in caso di scarsità di concessioni disponibili?

3️⃣ Perché le concessioni sono valide solo fino al 2027?
L’articolo 13 della Direttiva Europea stabilisce che le concessioni devono essere garantite per un tempo adeguato. Allora, perché la Regione Siciliana riconosce la validità delle concessioni solo fino a settembre 2027 invece del 2033, come previsto dalla legge? I concessionari siciliani hanno dovuto chiedere l’estensione al 2033 tramite un portale pubblico, mentre nel resto d’Italia le concessioni sono state rinnovate automaticamente.

Perché la Regione Siciliana impone i bandi?

Noi, concessionari balneari siciliani, abbiamo rispettato tutte le condizioni per essere esclusi dal Decreto Infrazioni del Governo Italiano, eppure la Regione insiste per applicarlo anche alle nostre concessioni. Perché?

L’autonomia della Sicilia ha permesso in passato di legiferare diversamente rispetto al resto d’Italia, arrivando a modificare il Codice della Navigazione per adeguarlo alle esigenze locali. Adesso, però, improvvisamente viene imposto un cambio di rotta, seguendo le direttive di Roma, senza alcuna giustificazione logica.

È evidente che i bandi porteranno maggiori entrate alla Regione, ma creeranno anche un’ondata di contenziosi legali. Inoltre, i Comuni costieri non sono preparati per gestire il Demanio Marittimo, una materia complessa che finora è stata affidata alle STA. Il 65% dei Comuni non ha mai pianificato né regolamentato il proprio tratto di costa: ora, in pochissimo tempo, dovranno occuparsi di un compito che non conoscono.

Una Riforma Controproducente

Con l’introduzione del nuovo Decreto Assessoriale del 2 gennaio 2025, la Regione ha semplificato le procedure di approvazione dei PUDM (Piani Utilizzo del Demanio Marittimo) per aiutare i Comuni inadempienti. Ma questa semplificazione forzata potrebbe portare a piani errati e mal gestiti, con conseguenze negative sia per i concessionari che per l’intero settore turistico.

Inoltre, le associazioni di categoria non sono mai state coinvolte nella stesura dei nuovi PUDM, nonostante la legge preveda il loro coinvolgimento. L’Assessore ignora le nostre richieste, e la bozza delle nuove linee guida per i bandi non è mai stata resa pubblica, nonostante le ripetute richieste al Tavolo Tecnico.

Il Ruolo dei Concessionari Balneari Siciliani

Noi non siamo semplici privati, né “Briatori milionari”. Siamo aziende a conduzione familiare, paghiamo tasse e contributi, e garantiamo servizi essenziali che spesso i Comuni non offrono, nonostante ne abbiano l’obbligo:
✔️ Servizio di primo soccorso e infermeria attrezzata
✔️ Bagnini e salvataggio
✔️ Pulizia delle spiagge tutto l’anno
✔️ Accessibilità per persone con disabilità

Creiamo lavoro, specialmente per i giovani, e generiamo importanti introiti per la Regione. Siamo il motore del turismo balneare in Sicilia, eppure veniamo trattati con diffidenza e mancanza di rispetto.

Qual è lo scopo reale di questa riforma?

La maggior parte dei PUDM dei Comuni Costieri non prevede nuove aree da assegnare tramite bando, quindi a cosa serve questa riforma?
Un esempio è il Piano del Comune di Taormina, che non prevede nuove aree e che inizialmente era stato bocciato dalla STA della Provincia di Messina. Ora, con il nuovo Decreto Assessoriale, verrà approvato comunque, nonostante gli errori evidenti.

Le Nostre Richieste

Abbiamo deciso di sospendere gli incontri con i deputati regionali all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) e abbiamo convocato un’Assemblea generale dei concessionari balneari per discutere le prossime azioni.

Chiediamo:
Rispetto della normativa esistente, senza forzature contrarie alle direttive europee e alla legislazione regionale
Trasparenza nelle decisioni e coinvolgimento delle associazioni di categoria
Garanzie per i concessionari esistenti, che da anni investono e migliorano il territorio

La nostra battaglia non è solo per difendere le nostre aziende, ma anche per la tutela del turismo e dell’economia della Sicilia.

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