Giovedì 16 dicembre 2024, presso gli Uffici della Regione Puglia a Bari, si terrà un importante Tavolo Tecnico dedicato al Piano Regionale delle Coste e alla Legge Regionale n. 17/2015. L’incontro, fissato per le ore 10:30, vedrà la partecipazione delle principali sigle sindacali del settore, invitate a contribuire alla discussione sulle criticità emerse e sulle prospettive future legate alla gestione del demanio marittimo.
La riunione, organizzata dalla Sezione Urbanistica della Regione Puglia, mira a promuovere un confronto costruttivo sui temi più delicati della normativa costiera, incluse le problematiche relative alle concessioni demaniali e alla sostenibilità delle coste pugliesi.
La Regione ritiene fondamentale il contributo delle rappresentanze sindacali per affrontare al meglio le sfide poste da un quadro normativo complesso e in evoluzione. Un dialogo aperto e partecipato sarà cruciale per individuare soluzioni condivise e percorsi di sviluppo sostenibile per il settore.
“Punto a favore dei balneari, bocciata la linea del sindaco Salvemini. Nella partita sulle concessioni balneari arriva la decisione della Corte di Cassazione, che annulla per eccesso di giurisdizione la sentenza del Consiglio di Stato. Sentenza che aveva bocciato la proroga al 2033 delle concessioni balneari. Quindi, le concessioni già assegnate non devono essere messe a gara nel 2024, come invece ha sostenuto Salvemini che si è fatto vanto di aver interpretato al meglio la direttiva Bolkestein, non prorogando le concessioni fino al 2033 come invece hanno fatto i sindaci di Gallipoli, Taranto, Brindisi, Bari…
Salvemini e la sua giunta hanno ignorato le proteste del sindacato e i ricorsi degli imprenditori balneari che gestiscono i 17 lidi leccesi, e le loro richieste di proroga delle concessioni, nelle more delle decisioni dei giudici e della riforma attesa dal governo.
Salvemini e la sua giunta sono rimasti sordi anche alle sollecitazioni del dirigente della Sezione Demanio della Regione Puglia, che chiedeva di firmare la proroga delle concessioni al 2033, stabilita dal governo nazionale con la legge 145 del 2018.
Salvemini e la sua giunta si sono inventati perfino una proroga tecnica di soli tre anni delle concessioni, stabilendone la scadenza a fine 2023. Un tempo più che sufficiente – a loro dire – per ammortizzare gli investimenti.
I rappresentanti di categoria e i concessionari hanno impugnato questa delibera dinanzi al Tar e hanno avuto ragione, mentre il Consiglio di Stato ha dato ragione all’amministrazione Salvemini. Ora, però, la decisione della Cassazione rimette la palla nelle mani del governo nazionale, che dovendo legiferare per mettere ordine nella materia delle concessioni balneari non potrà ignorare il pronunciamento della Cassazione, che va nella direzione da me sempre auspicata di tutelare i balneari nel loro diritto di imprenditori che hanno investito tanto per mettere su e attrezzare gli stabilimenti, su cui continuano ad investire ogni anno garantendo la cura delle spiagge e numerosi posti di lavoro.
In attesa di una riforma giusta del settore, mi auguro che agli imprenditori balneari sia garantito di continuare a lavorare serenamente, e che il sindaco Salvemini la smetta di salire in cattedra”.
Interviene Mauro Della Valle, Presidente Confimprese Demaniali Italia: “Accogliamo con favore la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la quale i giudici di piazza Cavour hanno annullato la sentenza n. 18 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. Con questa pronuncia, infatti, è stato chiarito che le Associazioni di categoria erano legittimate a proporre atto di intervento. Ora, auspichiamo che l’Adunanza Plenaria, in osservanza di questa pronuncia, celebri nuovamente l’udienza ascoltando le tesi delle Associazioni precedentemente escluse e, quindi, possa pronunciarsi ribaltando I precedenti convincimenti”.
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